Bio
Sono nato ad Agrigento nel 1988. Fin da piccolo ho avuto un'attrazione magnetica per la tecnologia. Alle scuole elementari passavo ore a esplorare Internet, scrivendo codice HTML per gioco e imparando da autodidatta. A 12 anni ho iniziato a pubblicare siti dedicati al mondo dell'hacking su improbabili domini .tk e successivamente il mio primo vero sito: erriko.it. Erriko.it era un contenitore di tutorial, trucchi e guide per programmi e dispositivi, tutto quello che stavo imparando lo documentavo e lo condividevo. Le mie pagine arrivarono a fare centinaia di migliaia di visite l'anno, ed è stato la mia prima vera “palestra digitale”.
Ancora oggi sono convinto che il miglior modo per imparare sia insegnare: dovevo spiegare bene ciò che mostravo, e questo mi costringeva a capire in profondità quello che facevo. Senza saperlo, ero un content creator ante litteram: pubblicavo articoli, tutorial su Photoshop, guide per modificare i cellulari, e ricevevo in cambio feedback, traffico… e persino le prime collaborazioni. Ricevevo prodotti da recensire, sperimentavo con la grafica, e avevo cominciato anche a monetizzare con la pubblicità.
Gli inizi tra smanettamenti e prime imprese
Mentre frequentavo il liceo linguistico nei primi anni 2000, e successivamente iscrivendomi a Economia a Catania, ho iniziato le prime esperienze da freelance. Costruivo siti per attività locali, loghi, piccoli e-commerce, tutto personalizzato e fatto a mano: all'epoca non esistevano strumenti come Shopify o Wix. Scrivevo codice, curavo la grafica, configuravo server - tutto da solo. Non esistevano template pronti o plugin facili, quindi ogni progetto era anche un modo per imparare qualcosa di nuovo.
Già nel 2008 realizzavo e-commerce funzionanti da zero, scritti interamente da me, con una gestione autonoma di carrelli, prodotti, checkout, abbonamenti e pagamenti. Non solo: volevo farlo diventare un lavoro vero, e così ho aperto una mia web agency. All'inizio facevo tutto da solo, seppure già simulavo l'esistenza di un team (arrivando a usare email differenti per i vari reparti!). Era il mio modo creativo per testare la mia professionalità e costruire relazioni.
Agli albori dei miei 20 anni, mi sono reso conto che per me sarebbe stato impossibile inquadrarmi in un “posto fisso”, ma qualcuno disposto a investire sul mio talento. La mia priorità non era “trovare un lavoro”, ma costruire il lavoro che volevo fare.
2010-2020: Ambizione, creatività e prime startup
I miei vent'anni sono stati un periodo di grande energia creativa e sperimentazione. Ero determinato a trasformare la mia passione per la tecnologia in qualcosa di strutturato, concreto. Dopo le prime esperienze da freelance e con la mia web agency, ho cominciato ad avvicinarmi al mondo delle startup, pur senza sapere ancora esattamente cosa volesse dire “startup”. Mi muovevo spinto dalla voglia di creare cose nuove, senza cercare scorciatoie, ma anzi complicandomi spesso la vita pur di fare tutto in modo originale.
Intorno al 2010, la mia passione per i fumetti e per la narrazione visiva si è incrociata con quella per il digitale, e così ho dato vita a Verticalismi: un progetto culturale e sperimentale dedicato al mondo dei webcomic. Verticalismi era un laboratorio aperto, dove autori e illustratori potevano pubblicare gratuitamente fumetti in formato digitale, esplorando nuovi linguaggi, tecniche e modalità di fruizione.
In pochi anni Verticalismi è diventato un punto di riferimento nel panorama italiano del fumetto digitale: una community vibrante, con centinaia di autori coinvolti, una rassegna stampa in crescita e il riconoscimento del pubblico. Nel 2014, la piattaforma ha vinto il Premio Micheluzzi come Miglior Webcomic al Napoli Comicon, uno dei più importanti festival del fumetto in Italia. Per me, quello è stato un momento di enorme gratificazione: avevamo creato qualcosa di nuovo, di bello, e la comunità l'aveva riconosciuto.
Nel frattempo continuavo a portare avanti lavori su commissione, piccole collaborazioni, sviluppi su misura. Avevo anche cominciato a guardare al mondo degli acceleratori, dei programmi di supporto all'imprenditoria: sentivo che il passo successivo sarebbe stato trasformare quell'energia creativa in un prodotto vero e proprio. E tutto sarebbe successo davvero da lì a poco…
Il 2015 è stato l'anno della svolta: ho trasformato Verticalismi in VERTICOMICS, la prima app e marketplace di fumetti in Italia progettata per offrire un'esperienza di lettura nativa digitale. Non più pagine da sfogliare come in un PDF, ma fumetti a scroll verticale continuo, pensati per essere letti su smartphone, con una fruizione intuitiva e immersiva. Abbiamo collaborato con autori, editori indipendenti e grandi marchi, raccogliendo quasi 500 mila euro in capitale tra venture capital e business angel.
Verticomics è stato accelerato da LUISS EnLabs, inserito tra i TOP 5 ICT Projects dell'ACE Creative Innovation Challenge (programma europeo Horizon 2020), e ha permesso a me e al team di entrare nel vivo dell'ecosistema startup italiano e internazionale. È stato anche un periodo di grande formazione personale: ho imparato a dialogare con investitori, advisor, partner commerciali; a mettere ordine nella creatività; a far convivere visione e execution.
Nel frattempo, non ho mai perso la passione per la novità e l'amore per lo sviluppo di progetti digitali, spaziando tra piattaforme editoriali, app mobile, sistemi e-commerce custom. Tra il 2018 e il 2019 ho assunto il ruolo di Fractional CTO per Yakkyofy, una startup B2B nel mondo del dropshipping. Qui, coordinando un team internazionale, ho progettato un sistema avanzato di integrazione tra Shopify/WooCommerce e un motore logistico disegnato per il dropshipping: una piattaforma che permette ai clienti di gestire automaticamente cataloghi, ordini, fulfillment e aggiornamenti di tracciamento, con una UX snella e processi completamente automatizzati. Era il tipo di progetto che metteva insieme tutto quello che amavo: codice, design, efficienza, e business.
Nel 2017 ho anche partecipato al BNP Paribas International Hackathon, vincendo la tappa italiana con un progetto chiamato Mendua, un marketplace B2B per leasing frictionless che voleva portare nel mondo corporate la stessa esperienza di fluidità e semplicità del credito al consumo. Con quel progetto sono arrivato in finale internazionale, tra oltre 18 paesi partecipanti.
Nel 2018 ho compiuto 30 anni, e guardandomi indietro ho capito che non avevo mai realmente cercato un lavoro: avevo sempre cercato un modo per poter creare. In quel momento ho capito che era arrivata l'ora di fare un ulteriore salto. Stavo per fondare qualcosa di nuovo.
2020 a oggi: tecnologia, marketing e nuovi orizzonti
A partire dal 2020 ho sentito l'esigenza di fondare qualcosa che rappresentasse al meglio la sintesi del mio percorso: tecnica, visione strategica, e ossessione per l'efficienza. È così che nel 2021 ho dato vita a Traction Group, una MarTech Company che unisce marketing data-driven e sviluppo software proprietario. Non è una semplice agenzia: è un acceleratore di crescita, costruito su metriche concrete, sperimentazione veloce e attenzione chirurgica al product-market fit.
In Traction mi occupo di strategia e architettura dei progetti, ma anche di automazione, scripting e progettazione dei customer lifecycle. Lavoriamo con startup e grandi aziende, con la stessa logica: testare, misurare, scalare. Per farlo, abbiamo sviluppato internamente anche una piattaforma proprietaria, AutoCust, pensata come un sistema modulare di strumenti marketing aumentati dall'intelligenza artificiale. AutoCust consente di orchestrare e personalizzare comunicazioni su tutti i canali - email, SMS, CRM, social - con un motore AI che analizza comportamenti, prevede pattern e attiva flussi su misura.
Nel 2022 sono stato CTO ad interim di MVND Holding, la più promettente foodtech italiana dell'epoca, che univa servizi come OffLunch (mensa diffusa e delivery in ufficio), Moovenda (food delivery premium) e Foodys.it (delivery multi-brand). Ho gestito l'integrazione dei sistemi informativi dei diversi brand, ottimizzando le operations digitali e contribuendo alla scalabilità dell'intero gruppo.
Nel 2025 ho collaborato come Tech Advisor con Wash Out, una scaleup specializzata nel car washing a domicilio, progettando un algoritmo di ottimizzazione logistica per la distribuzione intelligente degli operatori sul territorio. Il sistema tiene conto di variabili dinamiche - posizione, traffico, tempi di esecuzione, richieste simultanee - per ridurre il costo per lavaggio e aumentare l'efficienza del servizio.
Negli anni ho collaborato con grandi aziende come TIM e Sparkle, portando competenze tech e marketing in contesti enterprise. Inoltre, per alcuni anni ho avuto il piacere di essere business coach per il programma “Boost Your Ideas” promosso da Lazio Innova S.p.A., affiancando team early-stage nella validazione delle loro idee e nell'approccio al mercato.
Mi appassiona esplorare nuovi settori e diventare, nel più breve tempo possibile, esperto quanto basta per ideare una strategia, progettare un customer lifecycle, definire i KPI. Ogni progetto è una sfida: mi costringe a imparare e a rimettere in discussione strumenti, metodi, linguaggi. In fondo, quello che faccio è trovare il modo più efficace - e spesso anche il più elegante - per collegare un'idea a un risultato.
Dal 2018 al 2021 ho insegnato in diversi programmi di formazione per sviluppatori e project manager, tenendo moduli su progettazione software, automazione, marketing e product management. Ho partecipato sia in percorsi intensivi per professionisti in riqualificazione, sia in workshop orientati a studenti universitari e neolaureati, portando un approccio concreto e orientato all'azione.
Nel 2020 ho pubblicato un manuale operativo su Vue.js: "Point of VUE", disponibile su Amazon (link). Il libro, pensato per chi vuole imparare a costruire SPA con Vue partendo da zero, riflette il mio stile formativo: pratico, chiaro, senza fronzoli.
E se un giorno non facessi più questo lavoro? Nessun problema, c'è un limoneto in Sicilia ad attendermi tra alberi e silenzio. Metterei un pianoforte sotto un patio in pietra e passerei le giornate a suonare, raccogliere limoni e imparare cose nuove senza scadenze. Ma finché il gioco mi diverte, resto qui!